Due donne, una Giulietta, per non parlar del cane II : una scoperta

Con tanti anni di frequentazione questo bellissimo posto l'ho scoperto solo oggi. Il Piburgersee si trova ad un tiro di schioppo da Öetz nella Öetztal ed è il risultato di una catastrofe naturale avvenuta nel corso dell' ultima era glaciale. Dal parcheggio di Piburg, a pagamento come ovvio si scende in dieci minuti al lago ( sono una trentina di metri di dislivello). Il giro del lago stando ai cartelli indicatori è di mezz'ora. Ci metti più tempo se come noi ti fermi ogni minuto a fare fotografie. Il lago è balneabile, e ci sono i punti per farlo, leggi stabilimento balneare con trampolino, lettini ecc. Intorno ci sono sentieri e itinerari più o meno lunghi. Il tutto a venti minuti in auto da Innsbruck. E la voglia di vedere le cose con occhi diversi .

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Due donne, una Giulietta , per non parlar del cane I : a volte un panino

A volte un panino mangiato davanti a un paesaggio così è un lusso più grande di una cena da Cracco

Vedere gli stessi luoghi che sono stati i tuoi per tanti anni con occhi diversi oggi , anche quelli del cane Tobia, mi fa uno strano effetto di straniamento. È Ferragosto , il tempo è bello, siamo all'Achensee che è un classico ferragostano, non c'è vento o quasi, nemmeno molta gente, e abbiamo mangiato un panino sedute in meditazione su una panchina. Il panino viene dal buffet self service dell'hotel, perché se no si mangia troppo. Almeno tre dei miei cari scomparsi sarebbero inorriditi per ragioni diverse ( per la scarsa eleganza, o piccineria) ma credo, ormai, che si possa essere epicurei in modi diversi, in età diverse. O forse il mio modo di essere epicurea è camminare (alla fine cinque km più i meno- escludendo le divagazioni del cane) e un bel Campari sprizza, che si è piemontesi, infine ( per favore non perdiamoci in commenti su chi ha inventato il vermuth, chi il Campari, ecc.). Notazioni sociologiche: meno mussulmane velate, più ebrei ultraortodossi usciti straight from Mea Shear'im: boh. Notazione sociologica seconda: sulla lunga e bella ciclabile del lago l' ottanta per cento dei pedalanti sfreccianti a cento all'ora barava ( compresi gli ultraortodossi e i bambini): cioè aveva la batteria. Ce l'ha il cugino piacione e sfreccia intorno alla campagna del natio Mandrognistan lamentandosi quando la batteria non si è ben caricata …ora noi si è fatta la nostra bella camminata senza barare- per modo di dire, Luisa ha la camminata dopata dal segugio che tira, di solito in direzione opposta alla nostra. Però per favore non millantiamo pedalate che non ci sono

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Ritorno alla base VI Se Courmayeur piange , Chamonix non ride

La stessa conversazione che ho avuto con Giorgio Passino l'ho ripetuta il giorno dopo alla Compagnie de Guides de Chamonix. Dove però le guide mi hanno assicurato che ancorché più secche e quindi più tecniche erano tutte perfettamente percorribili. Mi è sembrato che fossero volutamente ottimistici. Certo la città era come al solito/ più del solito piena di gente ma prima di scendere io avevo fatto un salto allo chalet di Cerro e guardando dall'alto il Glacier des Bossons non è messo proprio bene, si è ritirato ed è crepacciatissimo
Cercare di ridurre il problema non è la soluzione, anche se probabilmente gli oligarchi russi e arabe di qua e di là del tunnel non se ne accorgono o quasi – basta vedere il nuovo e orrendo 5 stelle che hanno costruito a Villair ( orrendo, per dire come l'edificio della farmacia a Verrand , un buon esempio di edilizia anni Sessanta priva di qualunque buon gusto e buon senso)
Un mucchio di gente ma non in rue de Moulins

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Ritorno alla base V Tristemente

Questa è la Brenva. Sopra, il solito Monte Bianco con il raffreddore. Non posto nemmeno una foto del ghiacciaio di Pré de Bar, perchè avendolo visto in settembre, e poi ora , mi è sembrato in condizioni anche peggiori. Per non far brutte figure, ho fatto un salto alla Società delle Guide e ho parlato con Giorgio Passino. Che mi ha confermato che dopo un inverno senza neve o quasi, quelle erano le conseguenze. "Una tristezza", parole sue. Ho chiesto in che condizioni fossero le vie sul versante della Brenva – questo, senza sapere che di lì a pochissimo avrebbero chiuso il rifugio Gonella per mancanza d'acqua, e con lui la via normale italiana versante Miage. La via in condizioni migliori è la Küffner, specie con partenza dal rifugio Torino, che consente di salire scarichi e di evitare il bivacco alla Fourche- e di farsi la traccia sin là. Dal Torino per la Combe Maudite si traversa verso sinistra e si risalgono i pendii nevosi, molti dei quali ormai sono pietraie sino alla via classica per la vetta. Delle altre, la Mayor è stata fatta un paio di volte quest'inverno, la Sentinella rossa è poco ripetuta, in generale nella parte alta del ghiacciaio ci sono seracchi molto esposti anche per lo Sperone della Brenva. Il che significa che in estate sono vie che presentano difficoltà maggiori, se non proprio esplicitamente sconsigliate. Lui aveva portato un cliente in Valpelline, negli stessi giorni le guide del Cervino sconsigliavano vivamente di tentare la scalata.
È così, tutto secco. Con uno zero termico che salirà a 5000 m, quando nei giorni scorsi abbiamo visto una persistenza di neve anche a quote abbastanza basse, le condizioni delle pareti non potranno che peggiorare.

Rivolgetevi alle Guide, se volete salire da qualche parte con corde e ramponi. Per farvi accompagnare , o anche solo, come ho fatto io, per sapere esattamente come stanno le cose. La società delle Guide di Courmayeur organizza anche uscite di gruppo, per informazioni tel.0165842064 oppure Visitate il loro sito

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Ritorno alla base IV Ricordati che non hai più vent’anni 

Dopo uno shoccante mercoledì in cui nel sempre cool mercato di Courmayeur non c’era quasi nessuno, nei nostri programmi, o almeno nei miei, c’era il balcone o traversata della Val Veny, dove sono stata Esattamente Trent’anni Fa, con Francesco, il che lo so a molti pare impossibile. Ma il tempo non ci ha mai dato molta sicurezza, quindi abbiamo deciso di andare solo a vedere il lago Checrouit, che è all’inizio della traversata.

Come si vede dalle immagini il lago è in buon stato, la temperatura accettabile – un tale si è persino buttato nel lago senza muta (a sentirlo parlare direi una lingua scandinava) salutato da applausi e fischi del non numeroso ma partecipe gruppo di gente che si riposava sulle rive del lago. Non avevo mai fatto il tratto tra la seggiovia di Maison Vieille e il lago perché trent’anni fa funzionava anche il tratto di funivia Checrouit Youla Arp, e dal Checroit al lago ci sono pochi minuti in discesa sulla pista da sci. Invede abbiamo cominciato con un’oretta di salita vista MonteBianco col raffreddore, cioè con un bel collare di nuvole. A differenza di altre , non so perché, ieri non era una buona giornata. A parole, avevo il fiatone. Forse perché l’età e la stazza si fanno sentire? Preferisco dire la prima o la seconda? Ho incrociato sessantenni informissima che saltavano sulle pietre come camosci, come facevo io trent’anni e trenta chili fa, quando avevo la tartaruga. Tardone sovrappeso nessuna ( definizione che mi sono data dopo aver visto le tragiche foto dell’Elena con la maglietta tecnica gialla). Comunque sportivamente siamo scesi dai 2100 metri del lago ai 1200 di Dolonne a piedi e il sentiero dal Plan a Dolonne non è proprio gradevole. Scendere può essere difficile come salire e talvolta anche di più  . Mia cugina beata lei e i 12 anni che ha meno di me, è partita come un fulmine . A me si è risvegliato il legamento da tacco 12 e me la sono fatta pian pianino. Oggi fare le scale non è proprio confortevole e la gamba è un po’ rigida. Ma oggi è San Pantaleone e si festeggia.

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Ritorno alla base III cartoline

Dall'alto: il lago Verney ( valle del Piccolo San Bernardo), la vecchia funivia ora sostituita dallo Skyway, via Roma 70, ma ora il civico è 2, il Monte Bianco fa capolino

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Ritorno alla base II – nemmeno una nuvola

Essere a Courma durante il week end risulta sempre divertente ( con buona pace dei membri del gruppo fb Courmayeur nel bene e nel male)  già sabato, su all'Elena – a proposito salita in scioltezza meno male se no cominciavo a preoccuparmi – la fauna in salita dopo le undici era già tutta un programma. Siamo saliti dalla mulattiera principale e scesi ad anello dall'altro sentiero sopra la cascata abbiamo incrociato : centri estivi, gente in superga , gente convinta, che correva, gente fin troppo convinta, che correva ansimando, bambini che strada facendo perdevano fiducia nei genitori e desiderio di tornare in montagna una volta raggiunta la pubertà, cani, infradito, mountainbikers che scendevano a tutta, o non scendevano saggiamente affatto. E non si menzionano gli automobilisti . Il sentiero alternativo in salita non lo farei nemmeno se avessi dieci anni di meno e volessi per forza darmi al masochismo; già in discesa obiettivamente, non è tra i miei preferiti e sospetto che sia così frequentato perché le persone sono confuse dalla collocazione dei cartelli. Oltretutto è più lungo. 

Domenica mattina che è il momento dello struscio, ero in paese. I miei sono andati a Messa a Nôtre Dame de la Guérison, io ho approfittato del fatto che erano dieci anni che non mettevo piede in san Pantaleone per andare a Messa lì, ancorché come sapete i miei rapporti con santa romana chiesa non sono dei più idilliaci. Ahimè don Mario il parroco ( don Cirillo si starà rivoltando nella tomba) ha fatto un'omelia talmente interessante che il mio vicino ha passato il tempo scorrendo fb al cellulare. Ora potremmo aprire un dibattito ma non è questa la sede. Dopo, mentre il vento cominciava a salire, ho fatto lo slalom tra i milanesi pensando alla Mina (" il problema di questo paese sono i milanesi" diceva in un'epoca in cui non esiteva  quasi il turismo di massa e nemmeno i vacanzieri del week end), ho guardato lo scavo del Majestic pensando al nome del can barbone della cugina di mio padre, perché loro andavano sempre lì, e ho fatto in giro alla Buona Stampa.

I padroni di cani meriterebbero un libro a parte. Ormai gli unici rumori che si sentivano erano i bambini ululanti e i cani azzuffanti. Nel primo caso è notorio che ormai solo la borghesia ricca produce prole, ma non sa/ non può/ non vuole educarla. Nel secondo, basterà credo il seguente esempio: in piazzetta della Brenva una signora trascinava un bulldog spiaggiato sui laterizi dicendo " dai non fare la stupida, tirati su". Alla fine l'ha presa in braccio con un grugnito .

Alla fine tornando a Dolonne sono passata a salutare la Mina e il ragionier Salluard, e questo spiega la foto sgranata con cui volgio renderle omaggio, a lei, a noi e al tempo che fu.

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